COME SI STUDIA QUANDO SI E’ PARTICOLARMENTE PICCOLI

 

E’ necessario porre un’attenzione particolare nei riguardi di quest’attività. Troppo spesso la danza per i bambini viene confusa con una rovinosa imitazione della danza per i più grandi, deve essere ben chiaro invece ciò che serve veramente a quell’età quando ci si avvicina alla danza. A volte vengono offerte alle bambine, lezioni in cui si eseguono esercizi simili, se non del tutto uguali a quelli che si praticano da adulti. Questi esercizi non sono solo deleteri perché sottopongono il giovane fisico in crescita a stimolazioni precoci, ma inutili perché ignorano quella che deve necessariamente essere la base dell’apprendimento di qualsiasi esercizio o passo tecnico: la conoscenza del proprio corpo.

 

La bambina non deve ballare a quattro, cinque o a sei anni ma imparare a conoscere appunto il proprio corpo, deve imparare a muoversi in relazione con gli altri e con lo spazio che la circonda e deve sviluppare un adeguato senso del ritmo. Per educare la piccola allieva alla danza allora è necessario sottoporla a giochi ed esercizi dove ad esempio sdraiata a terra solleva una gamba, una spalla o la testa per imparare a sentire il proprio corpo, oppure in piedi muoverà una specifica parte del corpo scoprendo tutto quello che per esempio può fare con un braccio o con una spalla: roteare, alzarsi, abbassarsi e così via; può camminare nella sala avanzando, indietreggiando, cambiando direzione, eseguire corsette rallentando o velocizzando in base a cosa suggerisce il tempo musicale, il tutto anche interagendo con le compagne e accompagnato da musiche semplici e orecchiabili. Battere le mani a tempo di musica ponendo enfasi sugli accenti forti del brano, interpretare stati d’animo facendo finta per esempio di essere un particolare animaletto dispettoso, arrabbiato, furbo, triste o felice e qualche adeguato esercizio per la postura e il potenziamento sono altri possibili esercizi. In questo modo l’allieva raggiungerà l’età adatta per iniziare a danzare senza difficoltà ne’ confusione avendo acquisito sicurezza nelle proprie capacità.

Una piccola sequenza di movimenti coreografici con musiche adatte ed orecchiabili è comunque elemento essenziale da inserire a lezione: le bambine sperimenteranno ciò che hanno appreso nella parte tecnica della classe divertendosi, mettendo alla prova la loro espressività sentendosi delle vere ballerine.

Credo sia evidente a questo punto quanto questo lavoro possa giovare alla bambina per molteplici aspetti che esulano dal contesto della danza.

 

Più giovani si inizia e più anni di propedeutica o pre-danza bisognerà studiare in quanto l’età consigliata per iniziare lo studio vero e proprio è otto, nove anni. Per quanto riguarda la danza classica ci sono precisi programmi da seguire, ad esempio quello dell’Accademia, per un discorso professionale gli anni di studio giornaliero sono otto e il rigore tecnico è assoluto; va comunque ricordato che anche chi studia danza classica a livello amatoriale non può prescindere dai programmi: ad esempio andare sulle punte prima dei dodici anni e senza l’adeguata preparazione comporta gravi rischi per la salute.

 

Per la danza moderna è valido lo stesso discorso: è importante che passi ed esercizi, i quali richiedono ad esempio un’eccessiva mobilità da parte della schiena, si evitino alle allieve meno esperte e comunque vanno eseguiti solo dopo aver raggiunto una buona preparazione muscolare.

Ho usato il termine “bambina” o “allieva” perché è più spesso una bambina ad avvicinarsi alla danza in tenera età, ma vorrei ricordare che la danza, in tutte le sue forme, è una disciplina che può essere praticata anche dai maschi e che a livelli più avanzati si possono approfondire le tecniche cosiddette “maschili” utili all’allievo per lo studio di quei passi specifici che vengono eseguiti in coreografia dagli uomini.